I 7 CHAKRA













BREVE GUIDA AI CHAKRA E A COME SBLOCCARLI















COSA SONO I CHAKRA

Il nostro corpo è vivo e come tale ha una funzione bio-elettrica, per cui sia il cervello che tutti i nervi sono percorsi da bio-elettricità.

Quando infatti vai a fare dei test al cuore e al cervello fai un ELETTRO-cardiogramma e un ELETTRO-encefalogramma.

Le basi della fisica spiegano che attorno ad ogni passaggio di corrente, si genera un campo MAGNETICO.

Quindi per la fisica, anche attorno al nostro corpo o al corpo di qualsiasi essere vivente, esiste un campo magnetico o energetico.

In parapsicologia e nella spiritualità, questo campo energetico è chiamato Aura ed è lo stesso campo magnetico di cui parla la fisica.


LA PAROLA CHAKRA

La parola chakra, in sanscrito, significa “ruota, cerchio o disco”, ed è utilizzata per rappresentare i centri energetici del nostro corpo, che hanno il compito di “ricevere e distribuire” la nostra energia vitale. 

Sono come dei vortici di energia e si uniscono in un unico campo elettromagnetico, lo stesso di cui parlavamo prima.

Questo campo magnetico è come un uovo e può avere diversi colori a seconda del nostro stato d’animo, delle nostre emozioni e del nostro stato di salute.

I chakra principali sono 7, ognuno di esse ha caratteristiche particolari e viene associato a specifiche emozioni, sensazioni, ad alcune funzioni corporali, mentali e spirituali.

Inoltre i chakra sono collegati al funzionamento delle ghiandole endocrine, quelle ghiandole che rilasciano gli ormoni nel corpo.

Il loro funzionamento è fondamentale per la salute e eventuali squilibri possono generare problematiche serie.

I CHAKRA E I BLOCCHI EMOZIONALI

Se i chakra sono aperti, anche le ghiandole e gli organi corrispondenti lavorano al meglio, mentre se i chakra sono sporchi, chiusi o sovraccarichi, il corpo avrà problemi e ci saranno disturbi emozionali.

Cosa blocca i chakra?

Ce lo spiega il simpatico Guru Pathik, in questo cartone giapponese chiamato “La leggenda di Aang”.

Bellissimo, vi consiglio di vedervi tutta la serie.

N.B. Dominare lo stato dell’Avatar, significa avere accesso a tutte le nostre potenzialità.



Ora che sappiamo come funzionano i chakra e cosa li blocca, dobbiamo sapere anche che è possibile intervenire con diversi strumenti su di essi per poterli riequilibrare e riportarli al normale funzionamento.

Ci sono tantissimi modi e tecniche per lavorarci su, alcuni di essi sono: Reiki, Thetahealing, agopuntura, shiatsu, digitopressione, yoga, cristalloterapia, musicoterapia e anche con le orgoniti.

Bisogna specificare che queste tecniche aiutano a portare alla luce i blocchi emozionali sui chakra bloccati e quindi aprono la strada alla persona per iniziare un lavoro emozionale partendo da essi.

IL LAVORO SUI CHAKRA: L’APPROCCIO ORIENTALE

L’approccio della medicina orientale è totalmente diverso da quello occidentale.

Essa percepisce l’essere umano come un sistema interconnesso “corpo-mente-spirito”.

La medicina occidentale invece vede il corpo come separato da mente e spirito.

In medicina orientale, la persona non viene considerata una macchina a cui si guasta un pezzo e il pezzo deve essere così cambiato o aggiustato (attraverso una operazione o un  farmaco).

La medicina orientale si basa sulla ricerca della causa che c’è dietro al sintomo, sulla prevenzione e sul mantenere  l’organismo “pulito” da agenti inquinanti fisici, mentali ed emozionali.

Per lavorare sui chakra è necessario anche conoscerli a fondo.

Qui do un piccolo spunto, lasciando a te il compito di andare oltre e di ricercare le informazioni che soddisfino la tua curiosità.

 

COSA SONO I CHAKRA: LE NADI

L’energia vitale, chiamata Ki, Chi, OR da Reich, fluisce nel corpo attraverso canali energetici chiamati “nadi“; questi canali energetici sono numerosissimi, (se ne conta

 

no più di 72.000), ma ne esistono 3 di principali:  Sumshumna, Ida e Pingala.

Sumshumna è la nadi principale; parte dalla base della spina dorsale e termina sulla sommità del capo.

Anche le altre due nadi più piccole ma non meno importanti e cioè Ida e Pingala partono dalla base dalla colonna vertebrale e percorrono un percorso a forma di spirale, incrociandosi per 6 volte fino al chakra del terzo occhio, il sesto chiamato  Ajna.

Ogni volta che le nadi (o canali energetici) si incontrano, danno vita ad un chakra, per cui i chakra nel corpo sono numerosissimi ma possiamo distinguerne 7  principali e che si trovano in linea retta, lungo la colonna vertebrale.

Lo scopo del lavoro sui chakra è far si che l’energia scorra liberamente lungo questi canali, proprio come ha detto il Guru Pathik.

Ma vediamo in breve quali sono i chakra, dove si trovano e a quali organi ed emozioni sono connessi.

Primo chakra: Muladhara

Il primo chakra si trova alla base della colonna vertebrale, all’altezza dell’osso sacro.

Colore: rosso vivo.

Organi interessati: ghiandole surrenali, colonna vertebrale, denti, vescica e parte finale dell’intestino, sistema circolatorio.

Responsabile della sopravvivenza.

Bloccato da: PAURA

Domanda da porti: cosa temo di più?

Muladhara significa “radice” e rappresenta il nostro radicamento, il nostro istinto di sopravvivenza, il bisogno di sicurezza, ed è collegato al soddisfacimento dei nostri bisogni primari, come avere una casa, un lavoro, procurarsi il cibo.

Il suo colore è il rosso, ovvero il colore della forza e dell’energia pura. ( Non è un caso, infatti, che molti supereroi siano vestiti di rosso!)

L’energia di Muladhara è associata alle ghiandole surrenali, ed è responsabile della salute di gambe, piedi, ano, retto, intestino crasso, e coccige.

Un blocco del primo chakra potrebbe manifestarsi con una sensazione di insicurezza, scarsa fiducia in se stessi, apatia, eccessiva preoccupazione e paura di perdere ciò che ci da sicurezza e senso di benessere.

Si può anche manifestare con eccessi di rabbia, aggressività, collera, gelosia, violenza o atteggiamento difensivo.

All’opposto, se l’energia di questo chakra è iperattiva, si corre il rischio di riconoscersi eccessivamente attaccati ai beni materiali, e restii a dare o donare qualcosa. (Oppure si è troppo rigidi e ostili ai cambiamenti.)

Sumshumna, (il canale energetico principale), rappresenta infatti la nostra connessione tra terra e cielo, e le gambe sono le radici che fanno da tramite.

Secondo chakra: Svadhisthana

In sanscrito Svadhisthana significa “dolce”. E’ il chakra sacrale, e si trova all’altezza dei genitali.

Colore: arancione.

Organi interessati: organi di riproduzione, reni, sistema linfatico.

Responsabile del piacere.

Bloccato da: SENSO DI COLPA

Domanda da porti: cosa rimprovero a me stesso?

La sua energia rappresenta le cose dolci della vita, la capacità di provare emozioni come il desiderio, il piacere, la sessualità e la creatività fisica.

Il suo colore è l’arancione: simbolo di emozioni positive, successo e armonia interiore.

L’energia di Svadhisthana è associata alle gonadi (ovaie per le donne, testicoli per l’uomo), ed è responsabile della salute di genitali, reni, vescica, prostata, sistema circolatorio, denti, e ossa.

Un blocco del secondo chakra potrebbe manifestarsi in una chiusura nei confronti della “sensualità” della vita, generando una sorta di difficoltà nel provare stati di gioia.

Gelosie, paure, desideri inappagati e ossessivi, impotenza e frigidità possono essere la manifestazione di un blocco di questa energia.

Quando invece l’energia di questo chakra è in eccesso, può condurci alla ricerca ossessiva del piacere, anche e soprattutto a livello sessuale.

Questo centro energetico è associato all’elemento acqua, il che lo rende responsabile della regolazione dei liquidi nel corpo. La circolazione della sua energia, proprio come l’acqua, riesce ad adattarsi ad ogni superficie, e ci permette di fluire con la vita e adattarci ai cambiamenti.

Terzo chakra: Manipura

Manipura può essere tradotto come “città del gioiello”, ed è il chakra del plesso solare, del fuoco, che si trova all’altezza dell’ombelico.

Colore: giallo.

Organi interessati: pancreas, fegato, milza, stomaco, sistema nervoso.

Responsabile della forza di volontà.

Bloccato dalla VERGOGNA.

Domanda da porti: di cosa ti vergogni e quali sono le più grandi delusioni avute da te stesso?

Questo chakra rappresenta l’individualità e la percezione di se stessi.

E’ la sede della determinazione, della forza di volontà, del potere personale e della fiducia in sé.

Il suo colore è il giallo: simbolo di energia, della luce del sole e della conoscenza.

La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il pancreas, che è responsabile dei processi digestivi, in quanto regola le funzioni di stomaco, fegato, milza e cistifellea.

Quando il chakra del plesso solare è chiuso o bloccato, si possono percepire sensazioni legate alla perdita di autostima e scarsa fiducia in se stessi.

Al contrario, quando l’energia di questo chakra è in eccesso, si potrebbe percepire un desiderio sfrenato di potere, un’eccessiva arroganza o sicurezza di se stessi, e ci si potrebbe riconoscere poco o per nulla disposti ad ascoltare l’opinione altrui.

E’ proprio in questa zona del corpo, chiamata anche plesso solare, che risiede l’energia di Manipura, associata all’elemento fuoco e responsabile delle funzioni digestive.

Quarto chakra: Anahata

Anahata è il chakra del cuore, e rappresenta il centro dell’intero sistema energetico dei chakra.

Colore: verde

Organi interessati: ghiandola timo, cuore, apparato circolatorio, pelle.

Responsabile dell’amore.

Bloccato dal DOLORE.

Domanda da porti: quale è il mio più grande dolore? (resistenza ad esso).

Anahata collega i tre centri inferiori, legati maggiormente agli aspetti materiali, con i tre chakra superiori, di tipo più mentale e spirituale, legati all’intuizione e al pensiero.

La funzione di questo centro energetico è quella che ci dona la capacità di esprimere amore puro e incondizionato.

Il suo colore è il verde, simbolo di equilibrio, compassione, armonia, amore per la natura, salute e depurazione.

La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il timo, e questo centro energetico regola le attività dei polmoni, cuore, sistema circolatorio e respiratorio.

La chiusura o il blocco di questo chakra può manifestarsi con l’incapacità di esprimere amore, e  con il rifiuto di ricevere manifestazioni di affetto, o di farsi toccare.

Quando l’energia di questo chakra è in eccesso, si corre il rischio di identificarsi eccessivamente con il dolore degli altri, e soffrire così intensamente da risultare emotivamente compromessi e troppo dipendenti.

 

Quinto chakra: Vishuddha

Vishuddha è il nome sanscrito del chakra della gola, e significa: “puro”.

Colore: azzurro.

Organi interessati: tiroide, collo, trachea, orecchi, polmoni.

Responsabile della verità.

Bloccato dalle BUGIE che diciamo a noi stessi.

Domande da porti: quale verità su di me non voglio accettare? Riconosci il tuo potere?

Questo chakra si trova all’altezza delle gola, e rappresenta la capacità di esprimere ciò che si ha dentro, la comunicazione e la creatività.

Il suo colore è l’azzurro, simbolo di verità, purezza, pulizia e tranquillità.

La ghiandola endocrina associata a questo chakra è la tiroide, e questo centro energetico regola le attività di gola, collo, bocca, denti, mandibola, udito, esofago, parte alta dei polmoni, braccia.

Un blocco del quinto chakra può manifestarsi nella difficoltà ad esprimere le proprie idee, blocchi della creatività, eccessiva timidezza.

Quando, al contrario, l’energia di questo chakra è in eccesso, non riusciamo a controllare le nostre parole, parliamo troppo e a vanvera, senza analizzare il senso di quello che diciamo.

La sue energia è associata all’elemento etere, ed è il primo dei chakra considerati “superiori”, quelli più legati all’aspetto mentale.

E’ legato anche alla nostra capacità di comunicazione…. non a caso, quando abbiamo difficoltà ad esprimere ciò che abbiamo dentro, proviamo un “nodo alla gola”.

Sesto chakra: Ajna

Il sesto chakra è localizzato al centro della fronte; il suo nome in sanscrito è Ajna, significa conoscere, percepire ed anche comandare, nel senso di avere il comando sulla nostra mente.

Colore: indaco.

Organi interessati: ghiandola pineale, cervelletto, occhi, naso, sistema nervoso.

Responsabile della consapevolezza.

Bloccato dall’illusione della SEPARAZIONE.

Medita sulla illusione della separazione. Siamo tutti uniti anche se sembra tutto separato.

Ajna è chiamato anche il chakra del terzo occhio, cioè quell’occhio non fisico che è in grado di percepire la realtà più profonda dell’esistenza.

La sua funzione è l’intuizione e la visione.

E’ qui che hanno sede l’immaginazione creativa, le capacità intellettuali, e la memoria.

Il suo colore è l’indaco, simbolo di saggezza, di conoscenza e di misticismo.

Il chakra del terzo occhio è associato all’ipofisi, la ghiandola adibita al controllo del sistema ormonale.

Le parti del corpo ad esso associate sono cervelletto, sistema nervoso, sistema ormonale, occhi, orecchie, naso e seno paranasale.

Quando il chakra è in carenza, si fatica a fidarsi del proprio intuito, a mantenere la concentrazione o a ricordare le cose.

Si può manifestare come un eccesso di razionalità, che determina la difficoltà di vedere e immaginare la realtà in modo diverso da come la si percepisce.

Quando, al contrario, la sua energia è in eccesso, risucchia l’energia dei chakra inferiori e vengono quindi a mancare senso di radicamento e di stabilità.

Il palming è un’ottima tecnica per prendersi cura di Ajna, in quanto aiuta a rilassare la vista e stimola l’energia del terzo occhio.

Settimo chakra: Sahasrara

Il settimo chakra, o “Chakra della Corona”, si trova sulla sommità del cranio e significa “mille volte”.

Colore: bianco e viola.

Organi interessati: ghiandola ipofisi, parte superiore del cervello.

Responsabile dell’energia cosmica pura.

Bloccato dall’ ATTACCAMENTO TERRENO

Domanda da porti: cosa mi lega a questo mondo?

La sua funzione è il collegamento spirituale, ed è il centro della spiritualità e della fede. (A prescindere da quale sia il nostro credo religioso.)

Serve per metterci in relazione con la nostra parte spirituale, e, quindi, al divino. E’ una spiritualità che trascende la religione, è piuttosto uno stato dell’essere, che va oltre il mondo fisico e crea nella persona un senso d’interezza, dando scopo alla nostra vita e creando un contesto più ampio in cui collocare la nostra esistenza.

L’attivazione di questo chakra implica l’apertura a nuovi modelli di pensiero, e a fonti di saggezza e conoscenza nuove e mai esplorate prima.

La sua energia ci aiuta ad abbandonare il passato, lasciandoci alle spalle eventi o traumi, e ci insegna a riconoscere le nostre responsabilità.

Il suo colore è il viola, tradizionalmente associato alla ricchezza spirituale e alla maestà.

Il chakra della corona è associato alla ghiandola pineale, un centro che, nel nostro corpo, regola il ritmo sonno-veglia, fame-sete e la temperatura corporea, oltre che stimolare l’ipofisi a produrre ormoni.

Una chiusura o una carenza di Sahasrara comporta un impedimento al flusso energetico lungo il cammino della coscienza, e si manifesta come difficoltà nell’apprendimento e nella concentrazione, oppure con un senso di chiusura e ostilità verso nuove informazioni o punti di vista.

Un’ altro tipico “sintomo” di un settimo chakra carente è lo scetticismo spirituale, ossia la convinzione che non esista nulla al di fuori del mondo tangibile.

Cioè: vedere per credere. 🙂

Quando la sua energia è in eccesso, può portare ad un eccesso di dipendenza spirituale, può spingere a  perdere il contatto con il proprio radicamento e le proprie emozioni, perché viene sottratta energia ai chakra inferiori.

I CHAKRA: CONCLUSIONI

Bene, adesso sai qualcosina in più sui chakra e sai che è possibile approcciarti a Te Stesso in una maniera diversa.

Perché ti ho parlato di chakra?

Perché sui chakra è possibile lavorarci con le orgoniti. 

Perché?

Perché le orgoniti vengono realizzate con i cristalli e ogni chakra ha dei cristalli (cristalloterapia) associati in genere per colore che l’aiuta a “girare” meglio.

Sei curioso?

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